Lo spazio della cultura

La cultura del gusto come gusto della cultura

ovvero 

sic nos non nobis

All'inizio pensavamo che fosse una questione di età.

Si trattava del nascere o, per alcuni di noi, dell'insistente riaffiorare di un bisogno impellente e non rinviabile che sembrava indirizzarci alla ricerca, o magari alla riscoperta, di "significati" capaci di definire, dare o restituire un "senso" al vivere.

Una rapida occhiata all'anagrafe però, piuttosto eterogenea, ci suggeriva che doveva trattarsi di qualcosa di più di un semplice e isolato richiamo "al tempo" proprio di chi era magari entrato, come nel caso di alcuni di noi, in quell'età nella quale la vita sembra più prendere che dare.

Ed eccoci allora a dialogare, magari intorno ad un tavolo da pranzo restituito così alla sua antica dignità di luogo di incontro piuttosto che di mero pezzo di arredo, e a scoprirci accomunati dalla piacevole sensazione di poter ancora riuscire a privilegiare il dialogo alla discussione, l'idea all'ideologia, il valore al prezzo e di confessare e condividere il bisogno di un senso, il più delle volte indefinibile ma comunque sempre chiaramente percepibile, in grado di premettere un "essere" a qualunque dire e fare nel proprio operare e relazionarsi quotidiano.

Eccoci intorno ad un tavolo a scoprire che anche il fare assaggiare quel certo piatto o quel vino riportato da una vacanza o dall'ultima visita a parenti lontani o regalare un barattolo di miele fatto da mio padre, Signore di un Altro Tempo, è comunicare e ricercare significati.

Eccoci intorno ad un tavolo a commentare un libro e a parlare di filosofia con un amico medico che ci racconta come attraverso di essa egli sia riuscito a convivere anche con quella Morte, sempre presente nella sua professione, imparando a guardarla con il rispetto consapevole che merita qualunque evento della vita; eccoci a parlare di astronomia con grandi e piccini e a scoprire che è possibile attraverso gli occhi e le domande di questi ultimi, insegnare ai primi a recuperare l'arte di stupirsi. Eccoci a parlare tra noi di scienza, di storia e di religioni; a confessarci di aver riletto un canto di Leopardi o un capitolo dei Promessi Sposi e aver scoperto che, dannazione, sono proprio belli.

Eccoci a scoprire che una cultura fatta di pensiero e di idee e non di un affastellarsi asettico di sentiti dire o di pregiudizi faziosi, si sposa bene con il comprendere la propria vita, il proprio essere ed il proprio futuro perché la cultura non è fuori da noi: la cultura siamo noi. 

Ed eccoci ancora a scoprire che non c'è nulla di retorico in tutto questo perché non lo è nelle intenzioni come non lo è nell'agire.

CiBook è anche questo: un'esperienza ed una tavola alla quale aggiungere un posto. 

Sic nos non nobis (così siamo noi … e non solo per noi).

Alessandro Poli