La storia di CIBOOK

La storia narra di un gruppo di amici che si trovava spesso, tra una pausa pranzo e una cena, a conversare e a condividere piacevolmente i propri interessi, passioni e riflessioni: c'era spazio per la letteratura, la filosofia, l'arte, la storia e la scienza ma anche e soprattutto i tempi e le pause per la scoperta che questi temi non avevano nulla di astratto e scarsamente utile alla vita di tutti i giorni con il quale si tendeva a dipingerli da parte di molti.

Al contrario, si scopriva che proprio e solo attraverso il trattare di questi temi, era possibile aprirsi ad una conoscenza e ad una comprensione più ampia della realtà.

Ecco che allora la Cultura cessava di essere una semplice parola, un bagaglio statico, acquisito una volta per tutte nel corso di un limitato periodo di tempo, per lo più quello scolastico, per ragioni e motivi che apparivano il più delle volte oscuri e distanti da noi.

Ecco che la Cultura si tramutava in un processo attivo e continuo, capace di rispondere in modo costruttivo all'esigenza che ci appariva sempre più naturale di coniugare gli aspetti reali, concreti e fattuali propri delle molteplicità delle realtà del mondo nel quale viviamo, con quella dei bisogni di "senso" e di "significati" propri, invece, delle molteplicità della natura umana.

Ecco che la Cultura diventava un'attitudine. Qualcosa che permetteva di conoscere nuovi modi di considerare la realtà stessa passando magari dall'osservazione di un cielo stellato ad un nuovo modo di ascoltare i propri figli.

Ecco che la Cultura diventava una capacità di osservare in modo alternativo anche il proprio lavoro, che diventava sia prodotto che produttore di Cultura, come capitò quando uno degli amici raccontò dell'Arte, che nelle sue parole diventava un connubio inscindibile di Conoscenza  e Sentimento, con la quale suo fratello, fioraio, realizzava, attraverso delle composizioni, la sua interpretazione del sentimento dei suoi clienti.

Ecco che la Cultura diventava piacere di condividere le proprie esperienze attraverso la testimonianza di un sentire e di un percepire che spaziava dall'emozione di un verso di poesia, dalle considerazioni sulle ragioni storiche, umane e filosofiche che sembravano motivare un certo evolversi degli eventi, per giungere magari a descrivere il piacere della buona tavola espressi vuoi nel cucinare, come dono all'altro, vuoi nell'imparare a gustare e ad apprezzare il cibo, come dono a se stessi.

Ed ecco che così, tra una pausa pranzo e una cena, tra un acceso confronto e una piacevole chiacchierata emerse quella definizione di Cultura quale “Valore che si ottiene attraverso un processo di continuo cambiamento e in continua evoluzione, fatto di Conoscenza e di Riflessione critica, indispensabile per compiere scelte Consapevoli e quindi, Veramente Libere“,  intorno alla quale si formò la prima idea di quello che poi divenne il Manifesto Culturale di CIBOOK.

Ma anche quella di creare un progetto che coinvolgesse i ragazzi e le loro famiglie, gli insegnanti, le istituzioni e tutti coloro che avrebbero potuto trasmettere la Cultura e la Conoscenza attraverso le loro origini, le loro tradizioni, le loro esperienze e il loro vissuto.

Solo così infatti, solo attraverso la testimonianza della Cultura e della Conoscenza come percorso continuo della vita sarebbe stato possibile, a nostro parere, dimostrarne la possibilità, l'importanza e l'imprescindibilità.

Solo mostrando che alla fine i libri, le opere d’arte, la musica o le arti figurative in generale altro non sono che l'espressione, sempre viva, di un percepito che accomuna, pur nella diversità, l'umanità di ogni dove e di ogni tempo e che vale la pena di essere vissuto nella quotidianità, nelle esperienze e nei  gesti, anche piccoli, di ogni giorno: solo così sarebbe stato possibile ridare credibilità ad un valore, quello della Cultura attiva, dato per acquisito e scontato dall'umanità delle origini ma dimenticato, chissà perché, dalle generazioni successive ai nostri nonni.

Un progetto di non facile realizzazione, lo sapevamo, soprattutto in questi tempi oscuri, ma un tentativo volevano farlo comunque. Furono Alessandro, Daniele e Mario ad accettare la sfida,

Certo, qualche timore di essere giudicati troppo retorici, magari degli “idealisti” o addirittura “inguaribili sognatori ” c’era e permane tutt'ora ma d’altronde … cosa possiamo farci? alla fine “sic nos non nobis”….

Oggi CIBOOK è una realtà. Nel corso degli anni, le vicissitudini della vita hanno portato alcuni dei partecipanti al gruppo originario a dover ridurre la propria presenza a quegli incontri conviviali anche se per certe date - la lontananza infatti non è comunque mai altro che un fatto fisico - si cerca di fare di tutto pur di esserci. (grazie, in ordine rigorosamente alfabetico, ad Emilio e a Massimo).