Filosofia

Venerdì, 14 Gennaio, 2011 - 17:56

Sic nos, non nobis… 
ovvero … alla ricerca del “senso” perduto

Stavo ascoltando il dottore che raccontava di quanto la filosofia lo avesse da sempre aiutato nello svolgimento del suo lavoro sia in quegli aspetti legati al dover affrontare gli "eventi" della vita e della morte dei suoi pazienti, peraltro dei bambini considerato che si tratta di un pediatra, sia quelli della "relazione" con se stesso e con gli altri come ad esempio i genitori dei suoi piccoli.
Lunedì, 28 Ottobre, 2013 - 00:43

L'atmosfera è quella di un pub di "classe" collocato ai piani alti di un grattacielo. L'inquadratura si concentra progressivamente su una ragazza, isolandola dal resto dei presenti intenti nei loro discorsi.
La ragazza si alza, lo sguardo è come rapito.
Anche il sottofondo musicale sfuma da un banale tappeto, verso toni vagamente new age: a preparare lo spettatore ad un mutamento che si preannuncia profondo.

Semplice
Martedì, 24 Aprile, 2012 - 11:35

Per cominciare, un ringraziamento. Un grazie ad Eleonora della libreria Rinascita di Ascoli Piceno per avermi segnalato questo splendido "libricino" - ed uso il diminutivo solo in relazione al numero di pagine e non certo al contenuto.

Impegnativo
Lunedì, 9 Gennaio, 2012 - 09:40
Ma come, un libro di religione? E che libro poi! E di che scrittore! Ma non avevate detto che CiBook era un’associazione che promuove la conoscenza e la cultura senza fini politici e religiosi?
Certo, e, per l’appunto, lo confermiamo.
Più passa il tempo e più mi rendo conto che, con buona pace di Karl Marx, non sono le religioni ma sono le ideologie ad essere l’oppio dei popoli.
Avanzato
Lunedì, 2 Gennaio, 2012 - 17:34

Del "perché leggo i classici":

 
E’ vero, lo ammetto: le mie letture sono molto orientate ai classici.
Confesso di aver letto per ben quattro volte i “Promessi Sposi” di A. Manzoni, qualcosa intorno alle diciotto l’”Amleto” e almeno sei il “Giulio Cesare di Shakespeare,  almeno un patio di  volte “Guerra e Pace” di Tolstoj e … va bene, ci siamo capiti.
Avanzato
Lunedì, 2 Gennaio, 2012 - 11:28

 

Medio
Lunedì, 2 Gennaio, 2012 - 11:18

 

Introduzione alla lettura:

Impegnativo
Giovedì, 22 Dicembre, 2011 - 22:41

Dalla pagina su IBS leggo: Ivan Il'ic ha una vita soddisfacente, una buona carriera, una vita familiare e sociale apparentemente appagante. Nel nuovo appartamento di Pietroburgo, città in cui si è trasferito dopo una promozione, cade da uno sgabello, sistemando una tenda, e prende un colpo al fianco. Il dolore provocato dalla caduta diventa, nei giorni, sempre più forte e tutte le cure si rivelano inutili. Il pensiero della morte gli fa riconoscere la falsità della sua vita, di chi lo circonda, dei suoi apparenti successi.

Medio
Martedì, 20 Dicembre, 2011 - 22:49

Dal risvolto di copertina: "L’interpretazione del verbo essere è come una costante che attraversa tutto il pensiero linguistico dell’Occidente sin dalle prime opere di Aristotele. E nel suo dipanarsi si intreccia con la filosofia, la metafisica, la logica e perfino con la matematica, tanto che Bertrand Russell considerava il verbo essere una disgrazia per l’umanità.

Avanzato
Domenica, 6 Febbraio, 2011 - 21:09

Tutto questo però indica qualcosa di più di una semplice incapacità espressiva delle parole.
E’ un po’ come dire che abbiamo la sensazione che alla fine qualcosa di oggettivo ci sia. E che ci siano il giusto e “il Giusto”, il bene e “il Bene”, ma anche il vero e “la Verità”: e questo indipendentemente dal fatto che “ciò debba essere” per qualche problema di coerenza o di decidibilità piuttosto che debba essere riferito a qualcosa di pratico o di dimostrabile.

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